Considerazioni

tarzan

Premessa.

La mia vita non è fatta a scompartimenti stagni, è una delle poche frasi che posso dichiarare con fermezza sempre e solo dopo avere affermato che non sono multitasking, se vado in bici e devo anche pensare è meglio che mi fermi (battuta dell’anno 2015). Da questo pentolone di passione, dedizione, sacrificio, vita e lavoro che io mescolo e rimescolo a volte vengono fuori delle ricette di felicità che mi fanno trovare, nonostante tutto (son due giorni che provo a scrivere in bella questi pensieri), del tempo per parlarne.

Fate in modo di avere tutti gli ingredienti a disposizione.

Qualche giorno fa, il 20 novembre 2017, abbiamo partecipato alla rassegna del Danzastorie promossa dall’Associazione Danzare presso il Teatro Regio di Parma con 19 allievi. Ogni scuola di danza doveva scegliere una fiaba della Disney e noi abbiamo scelto Tarzan. Non per caso la ninna nanna della Gorilla era ormai da qualche mese che mi ronzava in testa, l’ho ascoltata spesso durante gli ultimi giorni di gravidanza e adesso la canto volentieri, preciso a bassa voce, perché non vorrei rovinare del tutto le orecchie di mia figlia.

L’idea che ho avuto era quella di portare in scena uno stormo, un gruppo, allievi di età diverse, ma che eseguivano tutti insieme la stessa coreografia, perché a mio parere è nell’insieme che sta la forza e la potenza di un messaggio. Non a caso gli animali si muovono in branco per essere meno attaccabili.

Bisogna aggiungere che circa un mese fa due mamme mi hanno regalato il libro “Un Giorno” di Alison McGhee e Peter H. Reynolds, ed io non ho trovato parole più adatte per presentare il nostro pezzo. Tarzan è la storia di un legame tra una madre gorilla e un cucciolo d’uomo tanto incredibile quanto speciale e questo libro che parla del legame tra una madre e una figlia e di azioni quotidiane che si tramutano in riti della vita, non poteva essere più appropriato. Faccio ancora fatica a leggere il libro a mia figlia, perché mi commuove molto.

Gli allievi e i genitori si sono stretti intorno a me per questo progetto sostenendomi e cercando di essere comprensivi riguardo ai vari sforzi rocamboleschi che ho fatto nel coordinare il fatto di essere mamma di una bimba di pochi mesi e di avere cominciato a lavorare.

Ecco adesso mescolate il tutto con moderazione facendo prendere aria all’impasto e poi lasciate riposare.

Ho avuto l’occasione di osservare i ragazzi in scena, ho notato che ascoltavano commossi le parole dell’introduzione che dedico a mia figlia e a loro che sono figli e sono stati cuccioli, ho osservato che ce l’hanno messa tutta e che hanno fatto del loro insieme una forza.

Aggiungete un’assistente bravissima e competente, una nonna e un compagno che si sono occupati della piccolina e infornate.

La cosa che mi è balzata all’occhio è che tutti i miei allievi stanno crescendo e maturando all’interno del loro percorso riguardo alla danza e allo stare in scena. Il constatare questo come insegnante per me è impagabile e va al di là di qualsiasi sacrificio personale. Ciascuno di loro prenderà la propria strada, prima o poi, lontano da me ed in molti credo non faranno i danzatori, ma da qualche giorno sono convinta che questo percorso se lo porteranno nel cuore per sempre.

Servite ancora caldo.

L’appurare questo mi riempie di gioia, mi sento come se avessi mangiato il mio piatto preferito. Con il sorriso sulle labbra raccolgo ancora le briciole dell’esperienza di qualche sera fa e sono grata alla dedizione e alla passione con cui i miei allievi partecipano ai pezzi da me proposti.

Interpreti: Francesca Benoldi, Benjamin Bozzini, Bianca Buzio, Noemi Ciccotto, Laura De Vincenzi, Rahma Enillo, Eleonora Genovesi, Francesco Gerbella, Alessia Lorenzani, Sofia Magnani, Alice Merli, Maysa Mossini, Benedetta Paterlini, Lia Rodolfi, Jessica Rotelli, Marta Saccani, Giulia Salerni, Margherita e Maria Sofia Schianchi.

Foto: Roberto Ricci, studio Controluce

Costumi: Luciana Pompini, Cinzia Zoppi Topline.

“Un giorno ho contato le tue piccole dita e le ho baciate una ad una.

Un giorno, mentre scendevano i primi fiocchi di neve, li ho guardati sciogliersi sulla tua pelle di bimba.

Un giorno abbiamo attraversato la strada e mi hai stretto forte la mano.

Sei stata la mia piccolina e adesso sei la mia bambina.

A volte quando dormi ti guardo sognare e sogno anche io

che un giorno ti tufferai nell’acqua fresca e chiara di un lago.

Un giorno attraverserai una foresta fitta e scura.

Un giorno proverai una gioia così intensa da farti brillare gli occhi.

Un giorno correrai veloce lontano e il tuo cuore batterà all’impazzata.

Un giorno ti spingerai in alto, così in alto, più di quanto non avresti mai osato immaginare..

Un giorno conoscerai la tristezza e imparerai a superare il suo dolore.

Un giorno regalerai al vento una canzone e il vento la porterà con se.

Un giorno andrai per la tua strada ed io ti seguirò con lo sguardo fino a non vederti più.

Un giorno, guardando questa casa, ti chiederai come qualcosa di così grande possa sembrare tanto piccolo.

Un giorno sentirai un peso leggero sulla tua forte schiena.

Un giorno ti guarderò pettinare la tua bimba.

Un giorno, molto lontano nel tempo i tuoi capelli brilleranno d’argento nel sole

e quel giorno, bambina mia, ti ricorderai di me”.

Testo e disegni di Alison McGhee e Peter H. Reynoldsun giorno

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